Scienza 2019: le dieci scoperte più importanti dell’anno

18 Dicembre, 2019
Scienza 2019: le dieci scoperte più importanti dell’anno
Ricerca
0

Vince la prima immagine reale di un buco nero. Sul podio anche la prima dimostrazione sul campo della supremazia del computer quantistico rispetto a un calcolatore normale e il vaccino contro il virus Ebola. E secondo voi qual è la scoperta più importante dell’anno?

La prima foto del buco nero, un’impresa che parla anche italiano
La scoperta più importante del 2019 è una foto. Secondo alcuni è addirittura «la foto del secolo». Si tratta della prima immagina reale di un buco nero. Il buco nero in sé non si vede, e non si può vedere per definizione. È la parte oscura che sta al centro della «ciambella» infuocata di plasma a milioni di gradi che gli orbita intorno e sembra uno smile. Finora ci si doveva accontentare di ricostruzioni computerizzate, ma il 10 aprile in una conferenza stampa è stato mostrato per la prima volta ciò che avviene intorno a un buco nero. Il buco nero è M87, a circa 55 milioni di anni luce da noi nell’Ammasso della Vergine, che possiede una massa pari a 6,5 miliardi di volte quella del Sole. La foto è stata ottenuta da circa 200 scienziati del progetto Event Horizon Telescope, una vera pietra miliare per la scienza e in particolare per l’astronomia e l’astrofisica. Al progetto l’Italia ha partecipato con l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e con cinque scienziati che hanno firmato i sei articoli pubblicati su Astrophysical Journal Letters: Ciriaco Goddi dell’Università di Leida, Mariafelicia De Laurentis dell’Infn e professore di astrofisica all’Università Federico II di Napoli, Roberto Neri dell’Istituto di radioastronomia millimetrica (Iram) di Grenoble, Elisabetta Liuzzo di Inaf Bologna, e Luciano Rezzolla, docente di astrofisica teoretica dell’Università Goethe di Francoforte. «L’immagine, ottenuta in un anno e mezzo di lavoro, è in linea con quanto è previsto dalla relatività generale di Einstein», ha spiegato Goddi, responsabile della calibrazione e validazione dei dati.

Il computer quantistico batte (forse) quello tradizionale
Finora che il computer quantistico, futura frontiera dell’elettronica, fosse senza rivali era una tautologia. C’erano dimostrazioni matematiche, ma nulla di reale. Finché lo ha dimostrato «sul campo» uno studio pubblicato su Nature il 23 ottobre. Questa scoperta nasconde un doppio «giallo» scientifico. L’annuncio era apparso in agosto in un documento con il logo Nasa, subito ritirato per riapparire sulla prestigiosa rivista scientifica due mesi dopo. Scienziati di Google Artificial Intelligence Quantum e del Nasa Ames Research Center sono riusciti a risolvere un problema (di pura teoria, senza alcuna applicazione pratica) sulla «effettiva casualità» di una sequenza di numeri casuali. Il computer con il microprocessore quantistico Sycamore di Google ha risolto il problema in 200 secondi (cioè 3 minuti e 20 secondi), un «normale» supercomputer ci avrebbe impiegato 10 mila anni. Ma c’è un «giallo» nel «giallo». Pochi giorni dopo Ibm ha affermato che la presunta «supremazia quantistica» è tale solo in apparenza, perché il loro supercomputer «tradizionale» Summit lanciato a piena potenza potrebbe risolvere il problema in due giorni e mezzo «e forse anche prima». Si vedrà chi ha ragione, ma il computer quantistico sembra sempre più vicino.

Il vaccino per sconfiggere Ebola
Un passo importante nella lotta contro Ebola, virus tra i più terribili che ha provocato migliaia di vittime in Africa. A novembre l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha approvato Ervebo, il primo vaccino contro il virus, prodotto dalla casa farmaceutica Merck, che era stato utilizzato in una fase sperimentale nella Repubblica democratica del Congo. Qualche giorno prima il vaccino aveva ottenuto il via libera anche dalla Commissione europea. L’ok dell’Oms a un farmaco viene concesso solo dopo il superamento di importanti test di sicurezza ed efficacia. Il vaccino sarà disponibile sul mercato a partire dalla metà del 2020. La Commissione europea ha ricordato che un secondo vaccino è attualmente in fase di sperimentazione clinica sempre in Congo, prodotto dalla consociata belga di Johnson & Johnson. Secondo i dati dell’Oms aggiornati al 10 dicembre sono 3.340 i casi di Ebola in Congo che hanno provocato almeno 2.210 morti, con un indice di mortalità del 66%. Il 56% dei decessi sono donne e il 28% minorenni.

Spazio: le imprese di New Horizons e Chang’e-4
Le due più importanti imprese spaziali dell’anno sono avvenute a soli due giorni di distanza l’una dall’altra. Alle 6,33 (ora italiana) del 1° gennaio la sonda Nasa New Horizons è transitata alla velocità di 51.500 chilometri all’ora a soli 3.500 chilometri di distanza da Ultima Thule, il più lontano oggetto raggiunto dall’umanità a 6,4 miliardi di chilometri dalla Terra. In seguito denominato 486958 Arrokoth, si è rivelato un asteroide binario di colore rossastro lungo 36 chilometri dalla strana forma di scamorza affumicata. Alle 3,36 (ora italiana) del 3 gennaio la sonda cinese Chang’e-4 è atterrata felicemente nel cratere Von Karman, nei pressi del Polo sud lunare. Si tratta di un’impresa storica perché è il primo sbarco coronato da successo sull’emisfero della Luna non visibile dalla Terra.

Matematica: la dimostrazione che mancava da 65 anni
Dopo 65 anni di calcoli e ricerche, è stata trovata la soluzione dell’ultimo numero intero sotto il numero 100 che può essere espresso come somma di tre cubi, nota come equazione diofantea. La formula è: x³ + y³ + z³ = k. Con k ≤100 che in questo caso specifico è uguale a 42. Dal 1954 nessuno era mai riuscito a trovare la soluzione dell’equazione diofantea per due numeri: il 33 e il 42. In aprile Andrew Booker con il supercomputer dell’Università di Bristol ha trovato la soluzione per il 33. Restava il 42 (che è anche la «risposta ultima» del classico di fantascienza Guida galattica per astrostoppisti) la cui soluzione è stata trovata il 6 settembre dal matematico dell’Mit di Boston Andrew Sutherland grazie all’aiuto di Charity Engine, rete mondiale di 500 mila calcolatori che ha realizzato un totale di 1,3 milioni di ore di calcolo. Restano ora dieci numeri tra 100 e 1.000 da calcolare come somma di tre cubi: 114, 165, 390, 579, 627, 633, 732, 906, 921 e 975. Se volete sapere quali sono i tre cubi la cui somma è 42, cliccate qui.

Homo sapiens: la nostra culla era in Botswana?
Veniamo tutti dal deserto del Kalahari e dal delta dell’Okavango? Sembrerebbe di sì, secondo le ricerche di un gruppo guidato da Vanessa Hayes dell’Università di Sydney pubblicato il 28 ottobre su Nature che hanno identificato nel Botswana, nell’Africa meridionale, la culla dell’Homo sapiens tra 200 mila e 130 mila anni fa. Non sono stati trovati reperti archeologici, si è trattato di uno studio genetico su una porzione ancestrale di Dna del gruppo etnico Khoisan, gran parte dei quali sono ancora oggi cacciatori-raccoglitori. Non tutti gli esperti della materia però sono d’accordo con i risultati di Hayes. Secondo diversi studiosi il nostro Dna è la somma di molti progenitori provenienti da parti diverse dell’Africa. L’origine dal continente africano è l’unica cosa sulla quale sono tutti d’accordo.

Il meccanismo genetico dell’obesità
Scienziati della Rockefeller University hanno identificato il meccanismo genetico che svolge un ruolo importante in almeno il 10% dei casi di obesità che presentano un basso livello dell’ormone leptina. La scoperta può portare a identificare persone con nuove forme trattabili di obesità. Su Nature Medicine del 6 marzo è stato riportato che sui topi di laboratorio le alterazioni del meccanismo cellulare che regola nel sangue il livello di leptina – che, a seconda della risposta del cervello, determina quanto peso può acquisire una persona – possono essere trattate con una terapia specifica della leptina stessa.

Nuove misurazioni della costante di Hubble
La costante di Hubble entra nell’equazione che definisce lo spostamento verso il rosso della luce delle galassie. In pratica serve per determinare la velocità di espansione dell’universo e, in ultima analisi, quanto tempo è trascorso dal Big Bang. Determinare il suo valore preciso è di capitale importanza in astronomia e in cosmologia, ma molto complicato. Nel 2019 sono stati pubblicati due studi che precisano il valore della costante di Hubble ma aprono nuovi interrogativi. L’8 luglio studiando la fusione di due stelle di neutroni la costante è stata valutata in 70,3 (±5) chilometri al secondo per megaparsec (1 megaparsec è pari a 3,26 milioni di anni luce). Otto giorni dopo un nuovo studio ha invece calcolato la costante in 69,8 km/s/Mpc, esattamente nel mezzo di due precedenti misurazioni realizzate con metodi differenti. Il problema è che guardando le prime fasi dell’universo dopo il Big Bang il valore della costante di Hubble è del 9% differente di quella dell’universo più vicino a noi. In mezzo c’è qualcosa che sembra far accelerare il valore della costante. Forse l’energia oscura. Servono ancora molti studi.

I primi a conquistare la terraferma? I funghi
I primi esseri viventi a uscire dagli oceani e a colonizzare la terraferma 1 miliardo di anni fa non sono state le piante, ma i funghi. È il risultato di una scoperta effettuata da un gruppo guidato da Corentin Loron dell’Università di Liegi nel Bacino Amundsen nell’Artico canadese, con i resti fossili di Ourasphaira giraldae. Il microfossile è stato rivenuto nelle argille della Formazione di Grassy Bay datate tra 1,01 miliardi e 890 milioni di anni fa. Questi fossili hanno 600 milioni di anni in più dei funghi più vecchi finora trovati.

Antico Egitto: 30 sarcofagi sigillati
Dalla necropoli di Al-Assasif, presso Luxor, sono stati estratti trenta sarcofagi in legno ancora sigillati e in perfetto stato di conservazione. Si tratta del più importante rinvenimento archeologico degli ultimi decenni in Egitto. L’età dei sarcofagi è ancora oggetto di studi, ma potrebbero risalire al Tardo periodo che va dal 664 al 332 avanti Cristo. Ma potrebbero appartenere alla XVIII dinastia, che regnò tra il 1543 e il 1292 a. C., il periodo di Tutankhamon. I sarcofagi ritrovati contengono le mummie di 23 uomini, cinque donne e due bambini (fatto particolarmente raro).

corriere.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

UA-37172975-1