Coronavirus, le vittime salgono a 106. Stop a scuole e università

28 Gennaio, 2020
Coronavirus, le vittime salgono a 106. Stop a scuole e università
Università
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La Cina ha rinviato sine die l’inizio del secondo semestre scolastico e chiesto di evitare viaggi all’estero. La Farnesina valuta il trasferimento aereo di una “settantina” di italiani a Wuhan.
La diffusione del coronavirus accelera e il bilancio totale conta ora 106 vittime e oltre 4500 contagi. Un primo caso è stato registrato anche in Germania, un secondo in Canada. La Cina ha rinviato sine die l’inizio del secondo semestre scolastico e delle lezioni universitarie e chiede di evitare viaggi all’estero. Attesi oggi voli charter di Giappone e Usa per far rientrare i connazionali da Wuhan. Intanto l’Oms si corregge e definisce “elevato” il rischio globale derivante dal virus.

“Evitate i viaggi all’estero”
“Si raccomanda ai residenti” della Cina continentale “di posticipare la data prevista per viaggi non necessari”, ha comunicato l’Amministrazione per l’immigrazione nazionale, secondo la quale “la riduzione dei movimenti trans-frontalieri può aiutare a prevenire e controllare l’epidemia”. La sospensione dei viaggi dei cinesi all’estero ha forti ripercussioni economiche in diversi Paesi, soprattutto asiatici, la cui economia beneficia in modo notevole del turismo dalla Cina.

Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha espresso “piena fiducia” nelle misure messe in atto da Pechino per contenere l’epidemia di polmonite da coronavirus e si è detto contrario alle operazioni di evacuazione dei cittadini stranieri dalla Cina. Secondo Ghebreyesus, “al momento, bisognerebbe rimanere calmi e non reagire in modo sproporzionato”.

Farnesina pensa al trasferimento degli italiani
La Farnesina tuttavia “sta valutando l’idea di trasferimento aereo” dei cittadini italiani, “una settantina”, presenti a Wuhan, l’epicentro dell’epidemia di coronavirus. Il direttore dell’Unità di crisi della Farnesina, Stefano Verrecchia, ha definito “complessa” l’attuazione del piano di rimpatrio, che sarà fatto su “base volontaria”. “Siamo in contatto costante con i connazionali, che sono tutti in buone condizioni di salute”, ha assicurato Verrecchia. “Inizialmente”, ha riferito, “abbiamo ipotizzato un trasferimento via terra, ma implicava delle quarantene piuttosto complesse sia in uscita che entrata, in un’altra eventuale città cinese”. “Adesso”, ha proseguito il direttore dell’Unità di Crisi, “stiamo valutando, con altri soggetti che collaborano con noi – tra cui il ministero della Sanità, l’Ospedale Spallanzani e il Centro Interforze – l’idea di un trasferimento aereo, che sarà complesso perché bisogna pesare sia all’uscita, che dipende dalle autorizzazioni della Cina, che all’arrivo, dove dovremmo intraprendere una serie di misure”. Sulla tempistica dell’eventuale evacuazione dei connazionali Verrecchia ha spiegato che ci sono dei “tempi tecnici” da rispettare, ma ha assicurato che la Farnesina “si sta attivando per farlo il prima possibile”.

quotidiano.net

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