“In una scuola di Napoli le famiglie vogliono classi differenziate per censo”

27 Gennaio, 2020
“In una scuola di Napoli le famiglie vogliono classi differenziate per censo”
Scuola
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La denuncia del sottosegretario all’Istruzione De Cristofaro: “Al Leopardi di Sant’Antimo i genitori pressano il preside, che resiste”

Un’altra scuola classista. Lo denuncia il sottosegretario all’Istruzione Peppe De Cristofaro, che ha aperto una linea verde sulla questione dopo le scelte della preside dell’Istituto comprensivo Trionfale di Roma. Questa volta la segnalazione sale dalla Campania, dall’Istituto comprensivo Leopardi di Sant’Antimo, Città metropolitana di Napoli. La scuola ha trentacinque classi elementari di cui dieci a tempo pieno. Le medie sono formate da tredici classi.

In questo caso, secondo l’indicazione inviata al Miur da un collaboratore interno all’Istituto, le parti si sarebbero invertite: le famiglie chiedono con forza classi differenziate rispetto al censo, il dirigente scolastico si oppone in nome di una didattica inclusiva. Contattato, De Cristofaro spiega: “La segnalazione è credibile e verificata, un blocco di genitori sta facendo pressioni collettive sul preside per ottenere che i figli delle famiglie più abbienti siano sistemati nelle stesse classi. Da quando sono intervenuto sulla questione del sito della scuola di Roma ricevo, quasi quotidianamente, segnalazioni di discriminazioni dentro e fuori le scuole. Questa volta sono i genitori dell’Iistituto di Sant’Antimo a chiedere classi differenziate”.

Il sottosegretario De Cristofaro oggi sarà a Napoli e incontrerà il dirigente scolastico sotto scacco e i responsabili dell’Ufficio scolastico regionale: “Una scuola che seleziona distrugge la cultura”, dice: “Ai poveri toglie il mezzo d’espressione, ai ricchi toglie la conoscenza delle cose. Vi prego di continuare a segnalarmi queste situazioni – conclude -, non mi stancherò mai di intervenire”.

Lo scorso 15 gennaio il quotidiano free Leggo aveva rivelato l’enunciato sulle pagine del sito dell’istituto comprensivo Trionfale di Roma, quattro plessi definiti “disomogenei”: in  ognuno era destinato un blocco sociale di studenti: qui alunni e famiglie del ceto medio alto, in Via Assarotti ragazzi di estrazione medio-bassa e il maggior numero di stranieri, a Cortina d’Ampezzo i figli dei ricchi e i figli delle loro badanti. Nel 2018, ancora, Repubblica raccontò la presentazione dei Rapporti dik autovalutazioni di prestigiosi licei di Roma, Milano e Genova: “Da noi pochi disabili, da noi non ci sono nomadi”.

 

larepubblica

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