Ricerca scientifica, la Cina sta per superare gli Stati Uniti

23 Gennaio, 2020
Ricerca scientifica, la Cina sta per superare gli Stati Uniti
Università
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La Cina continua ad aumentare i propri investimenti in ambito scientifico e potrebbe presto rubare agli USA il ruolo di leader mondiale in ricerca e sviluppo

La Cina potrebbe presto diventare il leader mondiale nella ricerca scientifica, facendo propria la corona che storicamente apparteneva agli Stati Uniti. A sostenerlo è il report ‘2020 State of US Science and Engineering’, da poco pubblicato da National Science Foundation (NSF) e National Science Board (NSB), secondo cui il gigante asiatico sta raddoppiando con costanza i propri investimenti in ambito scientifico.

Il documento riporta che, in base agli ultimi dati disponibili, nel 2017 gli Stati Uniti hanno speso circa 548 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo (R&S), più di qualsiasi altro paese al mondo, ma sempre più tallonati dalla Cina, seconda con 496 miliardi. Per avere un metro di paragone, nel medesimo periodo l’Unione Europea ha sborsato 430 miliardi di dollari, mentre la Germania, prima della lista tra le nazioni in Europa, ha investito 132 miliardi.

Nonostante negli USA i soldi spesi annualmente in R&S siano aumentati in media del 4,3% dal 2000 al 2017, la fetta di torta americana sembra si stia riducendo di fronte ai crescenti progressi dei rivali. A livello globale, la quantità di denaro erogata a fini scientifici è infatti triplicata, e circa un terzo di questa somma proviene dalla Cina.

Allo stato attuale, gli Stati Uniti coprono il 25% della somma globale di denaro spesa in R&S nel 2017, poco sopra la Cina, forte invece del 23%. Analizzando il tasso di crescita, il rapporto suggerisce tuttavia che la potenza asiatica è sulla buona strada per effettuare presto il sorpasso epocale, diventando il punto di riferimento mondiale nell’innovazione scientifica e tecnologica.

“Il nostro ultimo rapporto mostra la continua diffusione in tutto il mondo di abilità in materia di S&E [scienza e ingegneria, ndr], il che è un bene per l’umanità perché la scienza non è un gioco a somma zero”, ha detto Diane Souvaine, presidente del NSB. Sarà comunque interessante osservare se, a fronte di questa tendenza, gli Stati Uniti cederanno con leggerezza il loro primato, alla luce anche del fatto che la ricerca rappresenta un fondamento storico dell’economia americana, nonché uno dei fattori più importanti nella crescita del PIL del paese.

quotidiano.net

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