Coronavirus, ecco come riconoscerlo e prevenirlo: il vademecum dell’Università di Cagliari

6 Febbraio, 2020
Coronavirus, ecco come riconoscerlo e prevenirlo: il vademecum dell’Università di Cagliari
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Una nota, diffusa dall’Ateneo, per evitare inutili allarmismi

L’Università di Cagliari, raccogliendo l’invito della Conferenza dei Rettori delle Università italiane, sta dando in questi giorni grande visibilità a una nota che fa chiarezza sul coronavirus, il virus responsabile della malattia respiratoria identificata per la prima volta nella città di Wuhan in Cina. Il documento – teso ad evitare inutili ed eccessivi allarmismi e reso pubblico su indicazione del rettore Maria Del Zompo – spiega in termini chiari come ci si può infettare, quali precauzioni adottare per prevenire l’infezione e alcune raccomandazioni al personale e agli studenti di ritorno dalla Cina e al personale in visita dalla Cina.

Il documento è stato inviato alla mail personale di tutti gli studenti e pubblicato sul sito web e sui canali social dell’Ateneo cagliaritano introdotto dalle parole di Aldo Manzin, docente di Microbiologia clinica alla Facoltà di Medicina e Chirurgia. “In questi giorni la paura e le reazioni emotive rischiano di diffondersi più velocemente di quanto stia facendo il nuovo coronavirus 2019-nCoV – scrive il professore – L’invito è a fare le cose giuste, a informarsi nelle sedi competenti (ignorando siti e fonti complottisti) e a fidarsi del personale sanitario e degli scienziati che stanno lavorando seriamente e al meglio delle loro possibilità per contenere l’epidemia”.

Ecco, di seguito, alcuni passaggi del vademecum.
Come ci si può infettare?
La diffusione da persona a persona si pensa possa avvenire principalmente attraverso goccioline respiratorie prodotte quando una persona infetta tossisce o starnutisce, in modo simile a come si diffondono l’influenza e altri agenti patogeni respiratori. Analogamente a SARS e MERS, la diffusione tra le persone avviene attraverso contatti ravvicinati.

Quali sono i sintomi?
Le infezioni confermate da 2019-nCoV possono provocare una sintomatologia da lieve (80% dei casi), a severa (20% dei casi) con esiti letali (2% dei casi). I sintomi possono comparire da 2 a 14 giorni dopo l’esposizione e includono: febbre, tosse, difficoltà respiratoria.

Come prevenire l’infezione?
L’Organizzazione Mondiale della salute raccomanda le seguenti precauzioni e misure igieniche:
– Lavare spesso le mani con gel disinfettanti o con acqua e sapone;
– Quando si tossisce e si starnutisce, coprire la bocca e il naso con un gomito o un fazzoletto, gettare via immediatamente i fazzoletti e lavarsi le mani;
– Evitare il contatto ravvicinato con chiunque abbia la febbre e la tosse. In caso di febbre, tosse e difficoltà respiratorie, rivolgersi tempestivamente a un medico e riferire agli operatori sanitari di eventuali viaggi nelle settimane precedenti.

È possibile recarsi in Cina?
Il Governo italiano ha deciso di sospendere temporaneamente tutti i viaggi previsti in Cina, fino a nuovo avviso. La ragione principale di questa decisione non è solo il rischio di infezione da 2019- nCoV, ma anche la natura imprevedibile dell’epidemia, il rischio associato di disordini sociali nelle aree colpite o le restrizioni di quarantena, che potrebbero rendere impossibile il ritorno a casa.

Cosa si raccomanda in caso di sintomatologia di ritorno dalla Cina
Rivolgersi immediatamente al personale medico o chiamare il numero verde 1500 attivo presso il Ministero della Salute. Ridurre al minimo i contatti con altre persone e non frequentare posti affollati.

In assenza di sintomi di ritorno dalla Cina
Tenere monitorata la temperatura corporea giornalmente. In caso di rialzo termico contattare immediatamente il numero verde.

unionesarda

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