L’università Federico II ai tempi del coronavirus: già 3200 esami e 270 lauree online

25 Marzo, 2020
L’università Federico II ai tempi del coronavirus: già 3200 esami e 270 lauree online
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La commozione del rettore De Vivo: “La nostra comunità sta dando una grande prova”

Il rettore dell’università Federico II, Arturo De Vivo, ha scelto un video da postare sul profilo facebook dell’ateneo per fare il bilancio della prima settimana di didattica a distanza. Ed è un bilancio che, dice, lo “riempie di orgoglio”. “Sono partiti quasi tutti i nostri 3.500 corsi, si sono sostenuti a distanza più di 3.200 esami, si sono laureati in questi giorni 270 studenti” e lo dice, il rettore, mostrandosi visibilmente commosso. E sottolineando il “lavoro straordinario di tutti e il forte impegno che l’intera comunità federiciana ha profuso, dando prova di grande responsabilità”.

E quei numeri sono gli stessi trasmessi alla Crui, la conferenza dei rettori italiani, e al ministero. Numeri ufficiali che vedono la Federico II leader tra gli atenei riusciti a fronteggiare una emergenza cui nessuno era preparato. “Questo è un momento importante che richiede la responsabilità di tutti e credo che la Federico II di responsabilità stia dando prova. Tutti ce la stiamo assumendo – continua De Vivo – e stiamo dando la risposta migliore all’emergenza garantendo i diritti di tutti”. E poi una promessa ai tanti ragazzi che si sono laureati o stanno per laurearsi in questi giorni, in videoconferenza, davanti allo schermo di un pc, nelle case diventate prigioni, senza amici, parenti e colleghi con cui festeggiare. Una promessa: “La comunità federiciana organizzerà per loro un momento comune. Festeggeremo e restituiremo solennità al momento della laurea, per tutti gli studenti che in questi giorni stanno portando a compimento il loro percorso”. Solo dagli studenti dei corsi di Professioni sanitarie giungono note polemiche, nei commenti al video del rettore. Federica Trani, ad esempio, dice “siamo abbandonati a noi stessi”, mentre Giuliano Basile sottolinea che sia per gli esami che per i corsi del primo anno “non si sa nulla”.

Intanto ieri la Federico II e la multinazionale Accenture hanno dato il via alle attività della Cyber HackAdemy preferendo far partire le attività didattiche in versione digitale piuttosto che far slittare a una data indefinita l’avvio dell’academy e rinviare la formazione degli esperti in sicurezza informatica. A fronte degli oltre 350 giovani che hanno fatto richiesta di entrarvi, ne sono stati selezionati 20, che da ieri seguono i corsi a distanza e che verranno formati su strumenti, tecnologie e competenze specialistiche legate al tema della cybersecurity, oggi strategico per le aziende.

“La sicurezza informatica riveste un ruolo cruciale nella società – spiega Simon Pietro Romano, professore di Network security alla Federico II e responsabile scientifico dell’HackAdemy – dunque diventa centrale l’importanza della formazione in questo campo. Di qui la collaborazione tra l’ateneo e Accenture e la nascita della Cyber HackAdemy. Una collaborazione e una iniziativa che rafforzano la presenza dell’università nell’ecosistema delle aziende”.

repubblica

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