RETE STUDENTI E UDU: SOLIDARIETÀ INTERGENERAZIONALE, STUDENTI VOLONTARI PER AIUTARE I BISOGNOSI NELL’EMERGENZA CORONAVIRUS

3 Aprile, 2020
RETE STUDENTI E UDU: SOLIDARIETÀ INTERGENERAZIONALE, STUDENTI VOLONTARI PER AIUTARE I BISOGNOSI NELL’EMERGENZA CORONAVIRUS
Università
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La Rete degli Studenti Medi, l’Unione degli Universitari e il Sindacato dei Pensionati Italiani SPI CGIL hanno lanciato una catena di solidarietà nazionale verso le persone anziane più in difficoltà.

“Ci sono molte persone che in questo momento non sono nelle condizioni di fare le cose più basilari – dichiara Federico Allegretti, Coordinatore Nazionale della Rete degli Studenti Medi – pensionati, ma anche persone immunodepresse ed altre categorie ancora. Non poter fare la spesa, non potersi recare in farmacia possono essere condizioni di estrema difficoltà per chi è ad alto rischio di contagio. È giusto che noi giovani, noi studenti facciamo la nostra parte per tenere insieme i pezzi in un momento di emergenza nazionale. Si va avanti solo insieme”

Continua Enrico Gulluni, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Universitari: “Stiamo chiedendo a tutte le strutture territoriali delle nostre realtà di attivarsi. Le iniziative vedranno i giovani in prima linea per consegnare ad anziani soli e/o non autosufficienti medicinali e alimenti, anche, dove possibile, in collaborazione con i servizi sociali e i comuni. Verranno prese le dovute precauzioni: i volontari agiranno con mascherina, guanti, disinfettanti, e saranno sempre in contatto con la Protezione Civile. Attiveremo anche un servizio di ascolto con contatti telefonici e video chiamate per combattere la solitudine delle persone anziane e non. È un problema che non va sottovalutato, a quasi un mese dall’inizio della quarantena”.

Concludono Allegretti e Gulluni: “Il rischio di non reggere è alto: da soli non bastiamo. Speriamo per questo che altri, associazioni e singoli, decidano di mettersi in gioco insieme a noi e allo SPI per un tema che riguarda tutte e tutti. Costruiamo reti sociali, con prudenza ma anche con la consapevolezza che siamo una comunità.”

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