Concorso scuola straordinario: eliminata la prova selettiva (ma ad una condizione)

21 Maggio, 2020
Concorso scuola straordinario: eliminata la prova selettiva (ma ad una condizione)
Scuola
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Concorso scuola straordinario, la prova scritta potrebbe essere eliminata: la Azzolina è contraria, ma il Movimento 5 Stelle sta provando a mediare.

Concorso scuola straordinario: cambia ancora? Non c’è pace per il concorso scuola straordinario, il cui bando è stato pubblicato in Gazzetta poche settimane fa. Con la conversione del Decreto Scuola in legge, infatti, potrebbero esserci delle novità molto importanti che andranno ad interessare tutti gli insegnanti precari coinvolti.

Come noto uno dei temi più discussi riguardo a questo concorso è quello concernente la prova selettiva a cui si sottoporranno i candidati e da cui dipenderà una parte della valutazione finale. I sindacati si sono sempre opposti a questa prova, convinti del fatto che i punteggi attribuiti ai titoli e all’esperienza maturata dagli insegnanti (per partecipare è necessario aver maturato un servizio di almeno 36 mesi) fossero l’unico criterio da utilizzare per stilare la graduatoria finale. Un aspetto su cui il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina è sempre stata contraria, e lo è tutt’ora, tanto da arrivare alla rottura con i sindacati.

Ebbene, dalle ultime notizie che ci arrivano dal Parlamento, dove si sta lavorando per convertire in legge il Decreto Scuola, sembra che la questione relativa allo svolgimento del concorso scuola straordinario per il reclutamento di docenti nella scuola secondaria di I e II grado non sia ancora chiusa.

D’altronde organizzare una prova di concorso in questo periodo, nel rispetto delle norme introdotte per la riduzione dei contagi, richiede molto tempo. E non è detto che il MIUR abbia tutto questo tempo anche perché l’intenzione dichiarata più volte dalla Azzolina è quella di completare le prove al massimo per agosto 2020, così da permettere l’utilizzo delle graduatorie di merito del concorso scuola straordinario già per le immissioni in ruolo nell’a.s. 2020-2021.

Ecco perché, al momento si segnalano molte tensioni all’interno della maggioranza, dove gli esponenti del Partito Democratico e quelli di LeU stanno facendo pressione sul Movimento 5 Stella affinché riveda l’organizzazione del concorso scuola straordinario.

Concorso scuola straordinario: addio alla prova scritta? Il Movimento 5 Stelle potrebbe cedere

Come anticipato, l’oggetto del contendere è il concorso straordinario per i docenti con 36 mesi di servizio. Sono diversi, infatti, gli emendamenti presentati da Partito Democratico (dal senatore Francesco Verducci) al Decreto Scuola, nei quali si prevede la cancellazione della prova scritta dal concorso scuola straordinario con la valutazione basata sui soli titoli.

Contraria la commissione Affari Costituzionali, la quale ha già chiesto la modifica dei suddetti emendamenti, ma la questione si sposta sul piano politico. Sembra che il Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, stia facendo muro a questa ipotesi, tanto da aver chiesto al Governo di porre la fiducia sul testo del Decreto Scuola così come arrivato in Senato.

Una tregua, quindi, sembra lontana e qualora effettivamente sul Decreto Scuola dovesse essere posta la fiducia, sia al Senato quanto alla Camera, la rottura tra le due compagini potrebbe essere ancora più netta.

Ecco perché nel frattempo i senatori del Movimento 5 Stelle stanno provando a mediare affinché si possa trovare un accordo. La soluzione proposta – anticipata da fonti raccolte da Adnkronos – è quella di eliminare la prova scritta dal concorso scuola straordinario, ma solo nel caso in cui non si riuscisse ad organizzare la prova in tempi brevi. In tal caso il concorso scuola straordinario, così come chiesto dai precari della scuola e dai loro rappresentanti, consisterà solamente nella valutazione dei titoli.

One Comment

  1. lilipi says:

    Sarebbe il caso di rimandare tutti i concorsi e a settembre utilizzare ancora le graduatorie del precedente concorso a cattedra e far scorrere le GAE. Per i posti rimasti vacanti si potrebbero riconfermare per un anno i docenti che li hanno ricoperti quest’anno, attingere alle graduatorie d’istituto, anche di scuole vicine,nominare in base alle “messe a disposizione”. Bisogna evitare sia concorsi fatti in fretta e non in sicurezza, sia “arruolamento” senza selezione. Successivamente a chi supererà le prove dei concorsi si potrebbe dare una retrodatazione della nomina ( al 2020/2021)

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