Coronavirus, nel turismo a rischio 420 mila posti di lavoro

13 Maggio, 2020
Coronavirus, nel turismo a rischio 420 mila posti di lavoro
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Il turismo è il grande malato dell’epidemia da Covid-19. Secondo le ultime stime di Confcommercio sono a rishio 270mila imprese in Italia e 420mila posti di lavoro. Se il governo stanzierà 2 miliardi per le vacanze nella penisola, con un’ipotesi di 150 euro per i single e 500 per una famiglia, in altri paesi d’Europa come l’Inghilterra sono stati già varati ad aprile manovre tampone ben più consistenti. Il governo di Boris Johnson ha finanziato con 22 miliardi di sterline il settore turistico delle piccole e medie imprese. Eppure tutto ciò non sembra bastare. Il blocco degli spostamenti e la paura di nuovi contagi stanno menttendo a dura prova gli operatori del settore, anche i più grandi. Airbnb, noto portale di house sharing, ha tagliato il 25% dei propri dipendendi; e la crisi sembra arrivata anche ad aziende ben più strutturate come booking.com che ha chiesto un prestito di 4 miliardi di dollari ad aprile per far fronte alla crisi che in maggio le ha fatto registrare una perdita di circa 700 milioni di euro.

“Londra è ferma ma il lockdown non è molto rispettato. Appartamenti piccoli e spazi condivisi redono poco sostenibile la quarantena: se uscissi di casa ora troverei molte persone nei parchi, sul lungofiume e nelle aree verdi”. A dirlo è Riccardo Marchionni, classe 1988, trasferitosi da alcuni anni nella capitale inglese. Attualmente in forze nella gestione del customer care verso l’Italia nella sede londinese di booking.com, è anche socio della startup Ombrellove che gestisce le prenotazioni nelle spiagge del Bel Paese. “Booking ha avviato la cassa integrazione ad aprile. L’azienda da luglio con molta probabilità deciderà quali contratti rinnovare e quali tagliare – afferma -, per ora si è concentrata principalmente su tagli di avanzamenti interni, marketing, nuovi investimenti”. Nel Regno Unito la quarantena totale è iniziata il 23 marzo, dopo alcune settimane in cui il governo aveva ampiamento sottovalutato il rischio: oggi con oltre 40mila morti per covid-19 è il paese più colpito in Europa.

“Nella nostra sede si erano registrati casi di influenze debilitanti di alcuni team già a fine dicembre – ricorda Riccardo – mentre a marzo quando l’Oms aveva dichiarato la pandemia alcuni palazzi vicini erano stati evaquati dopo la scoperta di alcuni casi di covid-19″. Poi la quarantena che ha reso la frenetica city uno spazio fantasma. Lui, invece, ha potuto passare questo tempo con il figlio e la compagna. “Viviamo in una casa con giardino insieme ad una coppia di amici, siamo fortunati – afferma -. Però lavoriamo tutti nei servizi o nel commercio quindi nessuno è al sicuro da questo punto di vista. La mia compagna è già stata chiamata per dare la disponibilità a lavorare in negozio nell’eventualità di una riapertura”. E l’essere un cittadino europeo sul solo inglese in tempi di brexit non lo preoccupa: “Ci è stato riconosciuto il pre-settled status, primo step per l’ottinimento della cittadinanza quindi non avremo problemi di questo tipo“.

In Italia, invece, con l’arrivo dell’estate c’è già chi pensa dove andrà a trascorrere i giorni di ritrovata libertà dopo il lockdown. Dal 18 maggio ogni regione potrà decidere nuove aperture come ristoranti, estetisti e parrucchieri ma pur mantenendo le regole di distanza e cautele della fase due. “In tutte le regioni della costa la stagione estiva inizierà tra il 29 e il primo giugno – spiega Marchionni – e sarà difficile la fruizione delle spiagge con gli obblighi di distanziazione. Una novità interessante riguarda la possibilità per i concessionari balneari di sfruttare parti di spiaggia libera, da sempre priva di concessioni, per un tempo limitato in accordo con i comuni che dovranno vigilare sul rispetto delle regole”. Un’eventualità richiesta da molte associazioni balneari alle regioni per non compromettere la già difficile situazione. “In questa situazione di incertezza per l’estate in Italia con la nostra startup Ombrellove abbiamo inventato i Sun Bond: voucher digitali che consetono la prenotazione di un posto ombrellone in uno stabilimento balneare dal proprio smartphone”. Un’estate che si prospetta a km zero che ha già costretto molti italiani a concentrarsi su mete nazionali.

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