Speranza: “A settembre scuole riapriranno per tutti”. Il Comitato degli esperti dice no all’ultimo giorno in classe

27 Maggio, 2020
Speranza: “A settembre scuole riapriranno per tutti”. Il Comitato degli esperti dice no all’ultimo giorno in classe
Scuola
0

La proposta era arrivata dalla viceministra Ascani che insiste: “Faremo una festa all’aperto”

Tutti di nuovo in classe a settembre. Ad annunciarlo, a Sky Tg24, è stato il ministro della Salute, Roberto Speranza:  “A settembre senz’altro le scuole
riapriranno e riapriranno sicuramente per tutti. In queste ore c’è un lavoro intenso del ministero dell’Istruzione e del Comitato tecnico scientifico perché questa riapertura avvenga nella massima sicurezza”.

Quello del ritorno sui banchi per il prossimo anno scolastico non è l’unico punto sul quale il gruppo degli esperti è stato chiamato ad esprimersi: il Comitato ha detto no al saluto nell’ultimo giorno di scuola per i bambini e i ragazzi che hanno finito un ciclo scolastico, cioè quinta elementare e terza media. La proposta era partita dalla viceministra Anna Ascani e da alcuni gruppi di genitori. Già qualche preside aveva accolto la proposta ipotizzando un incontro all’aperto.

Il Cts ha deliberato negativamente sulla possibilità di riaprire le scuole per l’ultimo giorno dell’anno scolastico. Il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, ha spiegato che ieri pomeriggio tutti i componenti del Comitato hanno deliberato negativamente sulla possibilità di trascorrere l’ultimo giorno dell’anno scolastico in classe. Il presidente ha dichiarato che sarebbe complicato gestire il distanziamento tra giovani e giovanissimi in un periodo in cui il contagio ancora esiste.

PROBLEMI ANCHE PER SETTEMBRE

Il futuro non sarà senza problemi: ndell’incontro avvenuto con il ministero dell’Istruzione e i sindacati si è discusso per cercare di mettere insieme le richieste dei sindacati con le decisioni che dovranno essere assunte per il rientro in classe a settembre. I sindacati hanno denunciato che, secondo dati in loro possesso, si dovranno formare classi troppo numerose, spesso con 29-32 alunni; hanno chiesto che le responsabilità non siano in capo ai dirigenti scolastici e hanno evidenziato che il protocollo per il rientro a settembre non potrà essere chiuso in modo celere come è stato per la maturità.

LA VICEMINISTRA NON DESISTE

Non è bastato alla viceministra Ascani il parere del Comitato per desistere: “Se il Comitato tecnico scientifico non ritiene sia abbastanza sicuro fare incontrare gli studenti delle classi terminali in piccoli gruppi nelle scuole, lavoreremo con gli enti locali e i territori per consentire di farlo all’aperto o in altri luoghi che possano essere adatti.Tutto questo andrà fatto in sicurezza, su base volontaria per studenti e famiglie e tutelando la responsabilità di ciascuno. Individueremo spazi e modalità idonee”.

La sua proposta, quindi, resta: “In un primo momento il Cts aveva negato anche la possibilità dei centri estivi e poi ha giustamente cambiato idea. Questa proposta è stata appoggiata da sindaci, come Nardella e Conti, dalle province, attraverso il presidente dell’UPI De Pascale, da giornalisti e da autorevoli esponenti del mondo della cultura come Pupi Avati, da famiglie e comunità scolastiche in tutta Italia”, ha insistito, sottolineando che “non si tratta di un gesto meramente simbolico, si tratta di far concludere un percorso di studi che quest’anno è stato particolarmente messo alla prova dando la possibilità ai ragazzi che, a causa del lockdown hanno già sofferto per la mancanza della scuola e delle relazioni che da essa dipendono, di ritornare almeno per un giorno alla normalità, ritrovandosi e recuperando per un’ultima volta, prima di un nuovo inizio, i loro legami”.

repubblica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

UA-37172975-1