Maturità 2020, così cambiano gli esami con il coronavirus

17 Giugno, 2020
Maturità 2020, così cambiano gli esami con il coronavirus
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Ad ognuno la sua notte prima degli esami.

Gli studenti dell’ultimo anno delle superiori stanno tornando sui banchi di scuola dopo mesi di assenza forzata per sostenere l’esame di maturità.

Alle emozioni che di solito accompagnano la prova, quest’anno se ne aggiungono altre: la tristezza di non condividere un momento di tensione coi compagni di scuola, l’ansia di contrarre un virus che ha paralizzato gran parte del mondo e la paura di non sapere bene a cosa si va incontro. Una situazione notevolmente stressante anche per dirigenti scolastici e professori, impegnati a seguire tutte le necessarie precauzioni.

Avendo preferito l’esame in presenza a quello in videoconferenza, il ministero dell’Istruzione ha dovuto adottare una nuova serie di disposizioni anti-contagio “È stato impegnativo seguire tutti protocolli“, racconta Domenico Di Fatta, preside del liceo Regina Margherita di Palermo e membro di ben due task force, quella della ministra Azzolina e quella istituita dalla giunta regionale siciliana. “Dai distributori con il disinfettante all’autocertificazione, fino ai due metri di distanza: assicurare le necessarie precauzioni è purtroppo un grande stress. E molti istituti non hanno gli spazi adeguati per far rispettare il distanziamento di due metri previsto”, spiega il dirigente scolastico.

Ci sono poi anche specificità ulteriori, come quelle dell’esame nei licei musicali: “Nel caso degli strumenti a fiato aumenta l’emissione di saliva e due metri non sono sufficienti. In questo caso l’esame è consigliato svolgerlo all’aperto e così faremo nel mio istituto”, conclude Di Fatta. In ogni caso il ministero ha provveduto a fornire le risorse adeguate per l’acquisto di tutti i dispositivi di protezione e per le pulizie straordinarie, “con due provvedimenti, di cui uno ad hoc per gli esami di Stato”

Ogni giorno verranno interrogati non più di cinque studenti e l’aula verrà sanificata dopo ogni prova. I ragazzi dovranno presentarsi 15 minuti prima dell’inizio della loro sessione e andarsene subito dopo il colloquio, così come il loro eventuale accompagnatore.

Serve la mascherina? Assolutamente sì. I professori dovranno indossarla sempre. Gli studenti solo quando entreranno e usciranno dall’aula. Durante l’esposizione non è obbligatoria, anche perché si richiede di rispettare la distanza di due metri.

Ultima cosa da sapere: il modulo di autocertificazione (scaricabile qui). Ogni maturando dovrà compilarlo e firmarlo. Si tratta di un semplice documento in cui si attesta di non avere la febbre sopra i 37,5°C, di non essere in quarantena e di non essere stati a contatto con persone positive negli ultimi 14 giorni. Chi lo sospetta o non soddisfa anche uno solo di questi requisiti, è tenuto ad informare la scuola che provvederà a trovare una soluzione alternativa: l’esame a distanza.

La commissione quest’anno sarà composta solo da 6 membri interni a eccezione del presidente che sarà esterno. Una scelta dettata dalla volontà di mettere a proprio agio i ragazzi che hanno dovuto affrontare diverse difficoltà a causa della pandemia. “Gli studenti avranno un esame serio, vero, ma saranno valutati da chi ne conosce il percorso scolastico”, aveva detto la ministra dell’Istruzione Azzolina, annunciando di aver firmato la prima ordinanza a questo proposito.

Corriereuniv ha parlato con alcuni maturandi che sosteranno l’esame.

Al netto delle differenze tra le scuole pubbliche e quella paritaria che frequento, posso dire di arrivare ben preparato alla maturità: la didattica a distanza del periodo Covid-19 ha funzionato subito e bene. Tuttavia credo che il ministero non abbia gestito al meglio la questione dell’esame di Stato, muovendosi in ritardo. D’altra parte non gliene si può neanche fare delle colpe, perché nessuno avrebbe voluto essere al posto della ministra Azzolina in un momento così delicato. Per l’esame sono fiducioso di far molto bene: posso puntare a raggiungere una valutazione maggiore rispetto alla situazione in cui avremmo avuto le due prove scritte e l’orale. Sono molto positivo.

Elisa

Sicuramente il modo di approcciarsi all’esame è cambiato: la struttura dell’orale è stata un po’ forzata per sopperire alla mancanza delle prove scritte. E così abbiamo dovuto adattare la preparazione, perché studiare per uno scritto o per un orale è diverso. Sono contento di poter sostenere l’esame, perché è una tappa obbligata per completare la formazione.

Claudio

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