Maturità 2020: le paure (inedite) degli studenti e come gestirle

15 Giugno, 2020
Maturità 2020: le paure (inedite) degli studenti e come gestirle
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La maturità da sempre e per tutti è uno scoglio e insieme un traguardo importante, che segna l’ingresso ufficiale nell’età adulta e che scatena ansie e paure, quest’anno moltiplicate per via della pandemia. Quali sono e come affrontarle?

Vi sono cose che non cambiano mai. Nemmeno quando una pandemia coinvolge il mondo intero. Tra le grandi certezze, vi è il fatto che a breve migliaia di studenti di tutta Italia si troveranno a sostenere la maturità. Ebbene sì, il fatidico esame che ha ispirato canzoni e film di successo (ricordate “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti, che ha dato poi spunto per titolo e trama all’omonimo film diretto da Fausto Brizzi?) non guarda in faccia nessuno e arriva immancabile con la fine dell’anno scolastico, a scandire un passaggio faticoso ma irrinunciabile nella vita di migliaia di studenti.

Quest’anno forse più faticoso ancora, per via dell’ultimo quadrimestre, passato a casa davanti a un computer, invece che in classe e per via dell’incertezza su come sarebbe stato svolto l’esame, modalità rivelata dal Ministero dell’Istruzione solo da poche settimane. Questo clima di insicurezza, unito alla paura di non essere all’altezza, non ha fatto altro che accrescere ansia e stress, due sentimenti già comuni agli studenti degli scorsi anni, ma che sembrano essere stati acuiti per i maturandi 2020.

È quanto emerge da uno studio di In a Bottle, condotto con metodologia WOA (Web Opinion Analisys) su circa 1500 studenti alle prese con la maturità attraverso un monitoraggio online sui principali social network, forum e community dedicate per capire quali sono le loro preoccupazioni.

Ebbene, cosa rappresenta per uno studente l’esame di maturità? Per oltre 6 ragazzi su 10 (64%) è un evento unico, il primo vero impegno della vita, per altri è solo l’ultimo ostacolo prima delle tanto attese vacanze (31%). Con quale atteggiamento si approcciano gli studenti agli esami? Oltre 1 studente su 2 (54%) si confessa preoccupato in vista della nuova maturità 2020. I sentimenti maggiori provati dagli studenti in questo periodo sono ansia (31%) e stress (35%). Solo il 21% si dichiara relativamente sereno e solo il 9% si sente rilassato.

Tra i maturandi, 1 su 3 (32%) confessa di dormire poco la notte. Le cause? Il timore di non essere abbastanza preparato al colloquio orale (27%), l’incertezza per il nuovo tipo di esame (31%), che quest’anno eccezionalmente sarà solo orale. Sull’insonnia influiscono anche i dubbi e le perplessità circa la situazione storica che si sta vivendo (23%). Tuttavia, l’incubo dominante per quasi 1 studente su 2 (48%) è la paura di uscire con un voto al di sotto delle attese e che il molto tempo trascorso sui libri a prepararsi non porti al risultato sperato.

«Paure che riscontro assolutamente nei miei studenti – spiega Elena Di Caro, docente di italiano e latino al Liceo Linguistico Quasimodo di Magenta, in provincia di Milano, e da molti anni Presidente di Commissione all’esame di maturità – Gli studenti di ogni generazione si misurano con l’essere all’altezza delle aspettative, ma quest’anno ancor di più: hanno paura che i professori si aspettino di più di quello che riusciranno a dare, dando per scontato che la “Didattica a Distanza” sia stata sufficiente a prepararli e ignorando l’esistenza di problemi sia pratici che emotivi (molti hanno subito lutti, ancora non elaborati)».

A mettere il carico da novanta, il non sapere di che tipo di prova si trattasse fino a poche settimane fa: «I miei studenti erano convinti che l’esame sarebbe stato al massimo una tesina e invece ora si ritrovano davanti a un maxi orale, articolato in 5 prove, di cui una molto complessa: verrà loro sottoposto del materiale (un documento, un quadro, una foto…) e dovranno commentarlo sul momento, creando dei legami interdisciplinari», prosegue Di Caro.

Ma non dimentichiamo l’ansia generata dalla situazione pandemica appena trascorsa e non ancora del tutto rientrata: «L’esame sarà in presenza, con 6 commissari interni (il che non è sempre un bene) davanti allo studente, tutti dotati di mascherina e tutti distanziati. Lo studente potrà portare un solo testimone. Già non è da sottovalutare lo svolgere un orale, indossando la mascherina.

In più, molti di essi ancora non hanno elaborato le situazioni di fatica psicologica accumulate da febbraio: qualcuno ha dovuto convivere h. 24 con un parente disabile; altri han dovuto badare anche ai fratellini, mentre studiavano; altri han perso i nonni o dei parenti molto stretti… Sono condizioni traumatizzanti anche per noi adulti, figurarsi per dei ragazzi!», conclude Di Caro.

Condizioni comuni a tutti gli studenti italiani, da Nord a Sud: «Ho riscontrato le medesime problematiche anche nei miei studenti – afferma Annamaria Meterangelis, ex giocatrice di basket di serie A, oggi psicologa e docente di Teorie delle emozioni presso l’Università degli studi di Napoli Suor Orsola Benincasa, e di Scienze Umane, presso il Liceo delle Scienze Umane – Gli studenti hanno vissuto quest’anno forti disagi, un’ansia legata al fatto che non si sapeva fino all’ultimo come fosse strutturato l’esame di Stato, acuita dallo stress legato alla DAD (didattica a distanza), con tutte le problematiche legate al divario digitale (sia degli studenti, ma anche dei docenti).

A voler trovare il lato positivo, direi che, con l’aiuto dei docenti, questa esperienza può avere fortificato i ragazzi nell’aver imparato a gestire gli imprevisti. Questa capacità è tipica degli sportivi, che sanno bene che per affrontare al meglio una gara devono essere preparati ad affrontare ogni situazione, anche la più stressante e inaspettata. La consapevolezza di dover affrontare tutte queste difficoltà può essere utile ad acquisire resilienza che fortifica l’autostima.

Un consiglio che do ai miei ragazzi è quello di ragionare sempre da atleta: non so che condizioni troverò sul campo da gioco (maltempo, avversario temibile, tifo avverso, infortuni…), ma io mi devo sempre allenare e preparare al mio massimo, perché solo la preparazione azzera o quantomeno fa tendere allo zero la paura di non farcela».

Non tutto il male vien per nuocere: a voler trovare altri lati positivi, alcuni psicologi concordano sul fatto che l’esame di maturità potrebbe essere un segnale di ritorno alla normalità. Se da una parte è vero che si tratta di un esame un po’ diverso nei modi, rimane comunque una riappropriazione della vita di sempre, quella che durante i mesi scorsi è stata messa in pausa.

Infine, un’altra notizia positiva: come già riscontrato, il terrore di molti era quello di giocarsi l’intera carriera scolastica e il proprio futuro in un’ora, ma non sarà così. Malgrado il maxi orale sarà il momento centrale della maturità 2020, per quest’anno i crediti accumulati durante l’anno scolastico, quindi il curriculum, peseranno di più rispetto all’esame stesso sul voto finale. 

vanityfair

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