Sapienza, parte il primo corso per tutti sulla violenza di genere: sarà online

9 Giugno, 2020
Sapienza, parte il primo corso per tutti sulla violenza di genere: sarà online
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Parte il primo corso di formazione universitario aperto a tutti per contrastare la violenza di genere. Un’iniziativa molto interessante dell’università La Sapienza di Roma, che punta su un approccio multidisciplinare: “La trasversalità e la contaminazione dei saperi sono fondamentali per trovare le soluzioni ai problemi”, dice Antonella Polimeni in un’intervista al Corriere della Sera, preside della facoltà di Medicina e Odontoiatria, tra le promotrici del progetto.

Il corso online  “Culture contro la violenza di genere: un approccio transdisciplinare” durerà 3 mesi per 48 ore di impegno complessivo. Bisogna iscriversi entro il 21 giugno alle 12, inviando una mail a corsoformazionesapienza.ccvig@uniroma1.it (tutte le info qui); basta essere in possesso di un diploma di scuola superiore. “Per ora si stanno iscrivendo soprattutto ragazze, studentesse o neolaureate”, dice il coordinatore didattico Giovanni Brancato. “Contiamo di arrivare a 250 iscritti. Vogliamo fornire strumenti per capire il fenomeno e cambiare la cultura dominante nella società“.

Il corso, che è stato pensato dopo un evento del 25 novembre scorso, Giornata mondiale contro la violenza di genere, è nato da un’iniziativa delle facoltà di Medicina e Odontoiatria, Scienze politiche, Sociologia e comunicazione, e ha poi coinvolto anche Giurisprudenza, Lettere e Filosofia, Medicina e Psicologia. Quattro i moduli previsti: 1. La violenza di genere: coordinate di un fenomeno; 2. Le attività di sostegno a favore delle vittime di violenza; 3. I meccanismi di prevenzione; 4. Le azioni di contrasto. I docenti verranno sia dalle facoltà coinvolte, sia dalla società civile. Alla fine potranno essere rilasciati 6 CFU per lauree di primo livello.

Un tema urgente da riportare all’attenzione soprattutto adesso, dopo i mesi di ockdown, durante i quali si sono moltiplicate le richieste di aiuto ai telefoni antiviolenza: basti pensare che a marzo e aprile 5939 donne hanno contattato le operatrici dei centri antiviolenzae il 30% di loro l’ha fatto per la prima volta. Nel 2018 invece la media dei contatti mensile era di 1642 chiamate, tra vecchie e nuove. L’isolamento domiciliare ha acuito le tensioni e aggravato le violenze.

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