Coronavirus, 10 milioni di bambini nel mondo potrebbero lasciare la scuola

13 Luglio, 2020
Coronavirus, 10 milioni di bambini nel mondo potrebbero lasciare la scuola
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Per la prima volta nella storia dell’umanità un’intera generazione di bambini in tutto il mondo ha dovuto interrompere la propria istruzione: la chiusura delle scuole per contenere la diffusione del coronavirus in pieno lockdown ha lasciato 1,6 miliardi di bambini e adolescenti lontani dai banchi. Parliamo del 90% della popolazione studentesca. Ma non è finita, perché ad ad oggi la chiusura delle scuole coinvolge 1,2 miliardi gli studenti, mentre prima dell’emergenza erano 258 milioni, molto meno di un quarto. I profondi tagli al budget per l’istruzione e la crescente povertà causati dalla pandemia potrebbero costringere complessivamente almeno 9,7 milioni di bambini a lasciare la scuola per sempre entro la fine di quest’anno, mentre milioni di altri bambini avranno gravi ritardi nell’apprendimento. Questa la denuncia contenuta nel nuovo rapporto globale di Save the Children, dal titolo Save our education, diffuso oggi e con il quale si chiede ai governi e ai donatori della comunità internazionale di rispondere a questa emergenza educativa globale investendo urgentemente nell’istruzione.

Nel rapporto di Save the Children si analizza, attraverso un indice di vulnerabilità, il rischio che corrono i bambini in molti Paesi a medio e basso reddito di non tornare a scuola dopo la chiusura a causa del Covid-19. L’indice prende in considerazione in particolare tre parametri: il tasso di abbandono scolastico precedente all’emergenza, le diseguaglianze di genere e di reddito tra i bambini che lasciavano la scuola e il numero di anni di frequenza scolastica. L’analisi mette in evidenza come in 12 Paesi – Niger, Mali, Chad, Liberia, Afghanistan, Guinea, Mauritania, Yemen, Nigeria, Pakistan, Senegal e Costa d’Avorio – il rischio di incremento di abbandono scolastico sia estremamente elevato. In altri 28 Paesi il rischio è comunque elevato o moderato. Un pericolo che è ancora più concreto per le ragazze rispetto ai ragazzi, molte delle quali potrebbero essere costrette al matrimonio precoce, ma anche spinte al lavoro minorile. Sono 9 milioni le bambine in età di scuola primaria che rischiano di non mettere mai piede in una classe, a fronte di 3 milioni di bambini.

Il rapporto analizza, inoltre, gli effetti che l’epidemia potrebbe avere sull’educazione, a causa anche dello spostamento delle risorse di bilancio dei governi. Prendendo in considerazione una serie di scenari economici in conseguenza della recessione causata dall’emergenza Covid-19 e il loro possibile impatto sul pil dei Paesi a medio e basso reddito, è stata stimata la capacità di questi Paesi di mantenere gli investimenti previsti sull’istruzione. Nello scenario peggiore, in cui i governi dovessero essere costretti a drenare il 10% delle risorse ora destinate all’istruzione per coprire altre spese legate alla risposta all’emergenza, verrebbero a mancare 192 miliardi di dollari entro la fine del 2021 per l’istruzione nei Paesi a basso reddito. “Circa 10 milioni di bambini potrebbero non tornare mai a scuola: si tratta di un’emergenza educativa senza precedenti”, ha dichiarato Inger Ashing, ceo di Save the Children. Tenendo conto delle ultime proiezioni di crescita economica da giugno 2020, l’organizzazione stima che, senza un’azione urgente per proteggere le famiglie, il numero di bambini che vivono in famiglie povere potrebbe salire tra 90 e 117 milioni nel 2020, con una stima media di 105 milioni. Questo aumento della povertà avrebbe come conseguenza quella di veder crescere tra i 7 e 9,7 milioni il numero dei bambini che abbandonano la scuola. In molti dei 12 principali Paesi a rischio vi erano già alti tassi di abbandono scolastico e una netta divisione nella frequenza scolastica derivata dalle disuguaglianze economiche e di genere.

La chiusura delle scuole, sottolinea l’organizzazione, va anche oltre la perdita dell’istruzione per molti bambini: “Li ha lasciati lontani da quei luoghi sicuri dove potevano giocare con gli amici, mangiare e accedere ai servizi sanitari, compresi quelli per la salute mentale”. Sono molto spesso proprio gli insegnanti, infatti, ad essere in prima linea e a proteggere i bambini che potrebbero subire abusi a casa. Con la chiusura delle scuole, queste misure di protezione sono venute meno. Basti pensare che 352 milioni di bambini in tutto il mondo (il 47% dei quali sono ragazze) non stanno avendo la possibilità di accedere ai pasti garantiti dalla scuola. Save the Children chiede un aumento dei finanziamenti per l’istruzione, oltre ai 35 miliardi di dollari che dovranno essere messi a disposizione dalla Banca mondiale.

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