Riapertura a settembre, la lettera dei presidi al comitato scientifico: “Chiarire su aerazione e distanziamento”

9 Luglio, 2020
Riapertura a settembre, la lettera dei presidi al comitato scientifico: “Chiarire su aerazione e distanziamento”
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La questione del distanziamento nella scuola è ancora un nodo irrisolto per i presidi. Nelle linee guida presentate dalla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, su indicazione del Comitato tecnico-scientifico, si parla di distanziamento fisico inteso come un metro “bocca a bocca” degli alunni, ma i dirigenti scolastici si chiedono se la lontananza da garantire tra un alunno e l’altro debba essere dinamica o statica. Una questione di non poco conto che cambierebbe di molto la caccia agli spazi.

A porre per prima la questione è l’Associazione nazionale presidi che nei giorni scorsi ha scritto una lettera al Cts: “Si chiede di chiarire se tale distanza minima abbia valenza ‘dinamica’, come sembra evincersi dal documento Cts del 28 maggio, e cioè se debba essere assicurata in qualsiasi momento della presenza a scuola – quindi anche durante momenti di ‘lavoro di gruppo’ in aula, oppure in caso di deambulazione all’interno dell’aula o nei corridoi, in bagno ecc.ecc. – oppure se sia sufficiente rispettarla in senso ‘statico’ e cioè solo quando gli alunni sono seduti al loro banco. Si evidenzia che la prima interpretazione è logisticamente molto più vincolante della seconda e renderebbe non utilizzabili molte aule ma, naturalmente, la sicurezza collettiva non va pregiudicata in nessun caso”.

Per il prof. Antonello Giannelli, presidente dell’ANP, che domani incontrerà di nuovo il Cts, la risposta deve arrivare nel più breve tempo possibile per consentire alle scuole di prendere le misure del caso: “Secondo una stima sulla base dei dati forniti dalla ministra ad oggi mancherebbero circa 40mila aule. Ma nel caso in cui il Comitato decidesse per la distanza statica servirebbero molte meno aule”. Un specifica di non poco conto vista la difficoltà degli istituti di reperire spazi per i propri alunni. Invece, se la distanza fosse dinamica i docenti dovrebbero preoccuparsi che il metro sia garantito non solo in classe ma anche durante la ricreazione, l’ingresso e l’uscita dalla scuola. Per quest’ultimo, visto che l’insegnante non può abbandonare la classe, sarebbe necessaria la presenza dei bidelli, il cui numeri, nei nostri istituti, continua a ridursi.

La questione è stata posta da Viale Trastevere al comitato tenico ed è in attesa di risposta. Per Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria e membro del Cts: “Deve prevalere il buon senso. Se si sta al banco seduti si può mantenere il metro e non avere la mascherina ma se due bambini si alzano e si avvicinano o giocano insieme allora la distanza viene a mancare e serve una protezione. Bisogna usare in maniera intelligente la mascherina”.

Marco Vesperini

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