Università di Pavia, Tar da ragione agli studenti: l’Ateneo dovrà rimborsare quasi 5 milioni di euro

10 Luglio, 2020
Università di Pavia, Tar da ragione agli studenti: l’Ateneo dovrà rimborsare quasi 5 milioni di euro
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Gli studenti hanno di nuovo vinto contro l’Università di Pavia: il Tar della Lombardia, dopo il Consiglio di Stato, ha dato loro ragione riconoscendo, con una sentenza depositata il 6 luglio scorso, come le tasse richieste dall’ateneo pavese nel 2013 non rispettassero il limite imposto dalla legge. E ora l’ateneo dovrà restituire 4,8 milioni di euro. E per il 2020 la stima è che lo sforamento possa addirittura aumentare, raggiungendo il 5 per cento delle tasse e superando i 6 milioni di euro.

Per Simone Agutoli, segretario del Coordinamento per il diritto allo studio – Udu Pavia, che ha presentato il ricorso contro l’Università, “questa sentenza sottolinea quanto siano elevate le tasse universitarie e dimostra ancora una volta la gravità del sottofinanziamento delle Università. Non è assolutamente accettabile che siano gli studenti e le famiglie a dover pagare per decenni di scelte politiche sbagliate. Così come è ingiusto che gli studenti fuori corso vengano considerati studenti di serie B, aumentando loro le tasse senza limiti”. Una scelta che, secondo gli studenti “è il frutto di scelte legate a criteri discriminatori e distorti che penalizzano chi, agli occhi del sistema universitario, non è meritevole. Dopo questa nuova decisione, finalmente, gli atenei dovranno cambiare rotta e garantire il diritto allo studio a tutti, smettendo di fare cassa sugli studenti fuoricorso o sugli studenti internazionali”.

La decisione del Tar potrebbe creare un precedente che in futuro protrebbe valere per molte altre situazioni. Come spiega l’Udu in una nota, “da anni, la maggior parte delle università italiane hanno una tassazione studentesca fuori legge: la normativa violata stabilisce infatti che la contribuzione studentesca, ossia le tasse pagate dagli studenti, non possono superare il 20 per cento dei fondi stanziati dallo Stato per il funzionamento degli atenei”. Inoltre, il Tar ha dato ragione anche su un altro aspetto sollevato dagli studenti e cioè che non è possibile scorporare le tasse pagate dai fuoricorso dall’ammontare totale della contribuzione studentesca. Una possibiltà che era stata introdotta dal Governo Monti con la ‘spending review’ del 2012, ma – chiariscono gli studenti – “per essere applicata presuppone obbligatoriamente dei decreti attuativi che non sono mai stati emanati. Per anni l’ateneo pavese ha invece innalzato le tasse oltre i limiti di legge, interpretando le leggi a modo suo, nonostante le molte sentenze già depositate a favore della nostra associazione. Ora è chiaro una volta per tutte: non ci sono differenze tra studenti, come paventato invece da moltissimi atenei in tutta Itala. Le tasse degli studenti vanno considerate nel loro complesso, senza alcune possibilità di fingere che le tasse di qualcuno non esistano per aggirare i limiti di legge”.

Enrico Gulluni, coordinatore nazionale Udu, spiega che in questi anni “anziché aumentare realmente le risorse statali per sostenere le università, la politica ha preferito aumentare semplicemente le tasse studentesche. Chiediamo al governo, al ministro Manfredi e alla CRUI di svegliarsi dal torpore e rendersi conto una volta per tutte della drammatica situazione in cui versano i nostri atenei, consci che questa non è solamente una battaglia locale che riguarda l’ateneo di Pavia: si tratta di una battaglia culturale nazionale per un sistema universitario pubblico migliore che possa finalmente avere un livello di risorse adeguate a un Paese avanzato”. Per l’Udu, più del 50 per cento degli atenei italiani risulta fuori legge; in particolare, sono le università al Nord a violare più frequentemente e più pesantemente il limite del 20 per cento del Fondo di Finanziamento Ordinario, anche a causa di un vistoso aumento delle tasse negli ultimi anni. “Il problema è trasversale e riguarda tutto il territorio nazionale”, avvertono i rappresentanti dell’Udu che chiedono “una risposta più decisa da parte del governo e dalla maggioranza parlamentare”.

Rispetto alla situazione di Pavia, spiega Augutoli, “l’Università dovrà attivare d’ufficio le procedure necessarie per rimborsare agli studenti le tasse eccessive richieste nel 2013 e modificare urgentemente la contribuzione studentesca richiesta per l’anno accademico 2020/21, così da ricondurla ai limiti di legge ed evitare un nuovo contenzioso amministrativo. Chiederemo al Rettore e al Consiglio di Amministrazione un sistema di tassazione più equo che non discrimini gli studenti fuori corso”.

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