Cristina Donadio, la Scianel di Gomorra: “Ai giovani di oggi dico non mollate, le avversità ci rendono più forti”

2 Agosto, 2020
Cristina Donadio, la Scianel di Gomorra: “Ai giovani di oggi dico non mollate, le avversità ci rendono più forti”
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Intervista esclusiva di Corriereuniv.it a Cristina Donadio, attrice protagonista in Gomorra nel ruolo di Scianel. 

Cristina Donadio hai raggiunto il successo interpretando Scianel, in Gomorra,  ma cosa c’è dietro il tuo personaggio?

Sono l’esatto contrario di Scianel, è Cristina, personaggio meraviglioso che mi è capitato, che mi ha permesso di scavare nei mei demoni più profondi ho cercato di renderla credibile, noi attori siamo dei falsi autentici quindi ho dovuto lavorare tanto tanto, alla ricerca di una donna che interpretasse il male.

Cristina raccontaci un po’ di te dei tuoi esordi?

I miei esordi sono cominciati da piccola mia mamma mi diceva sempre di non fare la pagliaccia salivo sopra la tavola di legno di mio nonno quello è stato il mio primo teatro, il mio primo palcoscenico davanti alla famiglia.

Come sei arrivata alla recitazione?

Sono arrivata perché recitavo con amici per divertimento, una sera vide lo spettacolo Nino Taranto e rimase molto colpito e mi propose di entrare nella sua compagnia, ero molto giovane avevo 18 anni dissi di si. Quella per me è stata una vera scuola, con tanti bravissimi attori di teatro, che non avrei mai pensato di incontrare.

Nella mia strada ho incontrato anche Enzo Moscato che mi ha insegnato tantissimo al di fuori dell’ordinario, mi ha fatto capire che il teatro lo devi sentire addosso e più scavi e porti a galla e più puoi interpretare qualsiasi ruolo.

Quando hai capito e come che la tua vita sarebbe stata recitare?

Io l’ho capito dopo dieci anni dall’inizio e ho capito che nella mia vita non ci poteva essere altro, è un modo di essere, non importa il mezzo, devi raccontare senza limiti e confini. La vita, la vera vita, quella vissuta è quello che insegna a interpretare i personaggi.

Sei diventata mamma all’età di 16 anni, come sei riuscita a conciliare lo studio con la maternità?

Non ho mollato nulla facevo il terzo liceo scientifico, i miei genitori mi sono stati di grande aiuto, mia mamma mi portava mio figlio a ricreazione per allattarlo. Ho preso la maturità e ho cominciato a lavorare. lo studio poi non finisce mai, il sapere ci allarga la mente e i confini.

Sei riuscita a terminare gli studi, con forza e tenacia,  quanto contano queste due qualità nella vita in generale e soprattutto in questa professione?

Sono caratteristiche che non possono mai mancare nella vita in generale, e maggiormente in questo mestiere.

Quanto conta la gavetta? E chi fa la gavetta è più bravo?

Si secondo me si, noi siamo artigiani della parola e del racconto, e quindi devi imparare dai grandi maestri. La gavetta    vuol dire fare una scuola, ovunque in qualsiasi città ci si trovi in Italia, ogni territorio ha delle scuole di teatro, così si può capire se non è un fuoco di paglia.

A chi dice che non serve studiare ma basta partecipare a un talent per avere un’opportunità cosa rispondi?

Non è così lì hai la notorietà immediata, e subito tanta popolarità e si rischia di perdere il punto di vista, puoi diventare famoso con un reality però poi devi studiare e tanto, affinare le tue arti e capire cosa vuoi, perché se vuoi solo la popolarità finisce tutto presto.

Per diventare un attore conta più la fortuna o la preparazione, la dedizione e lo studio?

Sarebbe troppo facile, se valesse solo la fortuna, la fortuna aiuta a prendere al volo l’occasione giusta, ma deve sempre essere nutrita da quello che stai facendo, può essere un fuoco di paglia, diventi famoso ma poi perdi tutto, si deve studiare, non c’è altra possibilità.

Quanti provini ha dovuto affrontare prima di riuscire a capire che era arrivata?

I provini come gli esami non finiscono mai, ogni provino è duro, ci si mette in discussione, non si è mai a riparo, il regista ti deve vedere calato in quel personaggio, quindi ogni volta devi mettercela tutta.

Ottieni numerosi ruoli nel mondo del cinema e poi ti viene proposto il ruolo di Scianel per Gomorra, che non è proprio facile da interpretare, ma nonostante ciò hai tirato fuori il meglio di te come hai fatto?

Ho incontrato tanti ragazzi tutti vorrebbero recitare in Gomorra, un livello altissimo, internazionale, però bisogna capire che Scianel è un personaggio molto difficile duro, ho cercato di creare piano piano il personaggio per renderlo mio, mi sono divertita e ho giocato a immaginare il suo sguardo, il suo modo di camminare, folle, malvagia, ma alla fine gli ho dato anche qualcosa della mia anima che si è fatta strada nel personaggio, una simpatica folle.

Che cosa puoi dire a un giovane attore che si appresta a fare numerosi provini, alcuni dei quali non andranno bene?

Mai arrendersi, mai, farsi forza anche delle cose negative, le delusioni e in questo mestiere ce ne sono tante poi però si verrà ripagati, arriva la magia, sei in armonia con l’universo, e tutto arriva allo spettatore e ti torna indietro.

Da cosa si capisce che un giovane attore è una promessa e che deve insistere?

Ce l’hai dentro, fare l’attore è una necessità che parte da dentro, è un tutt’ uno con te, quando la perdi devi mollare subito.

Se dovessi scegliere un giovane attore ad un provino quali sono le caratteristiche che dovrebbe avere per colpire la tua attenzione?

 L’autenticità cercherei in un giovane davanti a me.

Quanto conta nel lavoro dell’attore essere un professionista quindi l’eleganza, la puntualità, lo studio il non prendersi troppo sul serio?

Sono regole fondamentali, basilari, le regole ci vogliono, devi stare in una cornice, devi aver capito perché sei lì e cosa ti si chiede. La disciplina verso se stessi. La curiosità osservare chi ti sta vicino, quando interpreti un personaggio sono importanti anche i dettagli e quelli li prendi dalle persone nella vita reale.

Invece il ruolo che vorresti interpretare,   il tuo sogno nel cassetto?

Due personaggi Medea in teatro e Filumena Marturano, sono entrambe storie di madri, molto diverse ma entrambe mettono in gioco le loro vite per i figli o attraverso i figli.

Il cinema, il teatro e la televisione, in questo momento critico che stiamo vivendo un po’ tutti post coronavirus, come  cambieranno?

Io credo che lo condizionerà soprattutto nell’immediato, io riprenderò uno spettacolo teatrale, la Chunga, diretto da Pappi Corsicato, interrotto prima del Covid, lo faremo all’esterno con tutte le regole di distanziamento, c’è una diversità in quello che faremo, ma è una ripartenza ed è necessaria.

Passerà del tempo per tornare alla normalità.

Diverso il discorso per i set cinematografici, sarà complicato.

Il teatro, il cinema e la musica sono regali che ci facciamo tutto ciò che è cultura salva il mondo. 

A tutti quei giovani che in particolare in questo momento sono un po’ avviliti e incerti sul futuro che cosa consiglieresti?

Li abbraccerei tutti loro sono i più colpiti, rinchiusi come tutti, ma i diciottenni vogliono volare, magari hanno fatto un programma che ora è in pausa, ma ricomincerà, non devono abbattersi, passata questa tempesta loro saranno sicuramente più forti, più consapevoli, ne sono certa.

Ho una nipote all’Università americana, felice di aver iniziato, ma poi hanno chiuso tutto e ha studiato da remoto, ma anche a lei dico non mollare, si meritano il meglio, tutti.

Prendete a pieni mani il vostro futuro.

Francesca Beolchi

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