Studiare Giurisprudenza – L’Università ti insegna il diritto, le sue radici, gli istituti, come è e come “dovrebbe essere”. Il mestiere si impara altrove.

28 Agosto, 2020
Studiare Giurisprudenza – L’Università ti insegna il diritto, le sue radici, gli istituti, come è e come “dovrebbe essere”. Il mestiere si impara altrove.
Orientamento
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Corriereuniv.it in occasione del lancio delle guide digitali di orientamento, studiate per gli studenti in tempo di Covid ha intervistato Luca Cavalli, studente di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Luca, quando hai scelto di studiare questo corso di laurea e quali sono le motivazioni che hanno guidato la tua scelta?

Ero uno studente del terzo o quarto anno di liceo, non ricordo con precisione in quale dei due anni. Rappresentavo gli studenti delle scuole superiori della Campania essendo Coordinatore delle Consulte della regione Campania. Il MIUR con la fondazione Falcone organizzava tutti gli anni una nave che, per ricordare i giudici Falcone e Borsellino, partiva da Roma ed arrivava a Palermo. In Sicilia poi si organizzava un memoriale nell’aula bunker dove si svolse il maxi-processo. Ecco, lì capii che avrei studiato giurisprudenza. Napoli fu la mia scelta per ragioni logistiche e per il grande prestigio degli studi giuridici alla Federico II.

Durante il tuo percorso hai trovato materie di studio che non avevi valutato al momento dell’iscrizione?

La scuola napoletana e i suoi giuristi sono molto attenti alla storia e alla filosofia del diritto. Non credevo potessero essere così importanti: la prima riguarda un passato così lontano e la seconda sembra qualcosa di così sfuggente. Solo dopo capisci che non è cosi, niente di più sbagliato.

Quali competenze avrai acquisito/hai acquisito al termine del corso?

Al punto di vista pratico la strada è tutta ancora da percorrere. L’Università ti insegna il diritto, le sue radici, gli istituti, come è e come “dovrebbe essere”. Il mestiere si impara altrove.

Ti sei già indirizzato verso un ambito occupazionale o figura di lavoro specifici? Che lavoro farai?

Mi fa una domanda scomoda. Che lavoro farò non lo so affatto, ho diversi sogni. Non glieli dico perché qualcuno dice che altrimenti non si avverano. Chissà, nel dubbio…

Consiglieresti questo percorso a un diplomando/a? Illustrarci il perché sia in caso di risposta positiva o negativa

Lo consiglio solo se è una scelta consapevole e ragionata. Per chi ama questo percorso sarà sempre emozionante e stimolante. Purtroppo ancora molti lo fanno come ultima spiaggia o costretti. Fatto così sarà una pessima esperienza. 

Una parola, un’immagine che riassume il tuo percorso di studi?

Uguaglianza. E’ sopra, sotto, a destra, a sinistra, al centro. E’ il diritto e deve muovere ogni passo di un giurista. 

Conosci le prospettive occupazionali del tuo campo?

Conosco le tante preoccupazioni di tanti colleghi. Nel mondo dell’avvocatura oggi bisogna essere bravi. Chi rimane della mediocrità è destinato a non emergere. I concorsi sono tanti, alcuni più selettivi, altri meno. Chi lo ha fatto con passione e lo ha fatto bene non ha problemi: avvocatura, magistratura, notariato, carriera diplomatica, dirigente di polizia di stato, dirigente per i Ministeri, enti pubblici, prefetture e tanto altro. Ce n’è per ogni inclinazione.

Mariella Bologna

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