Università La Sapienza occupata dagli studenti: “Il Governo ha abbandonato l’istruzione”

26 Novembre, 2020
Università La Sapienza occupata dagli studenti: “Il Governo ha abbandonato l’istruzione”
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Roma. Stamattina gli studenti hanno simbolicamente riaperto uno spazio abbandonato alla Sapienza sono rientrati nell’università dando vita ad una grande assemblea studentesca.

L’azione è stata promossa dai collettivi universitari, dall’aula studio fuori luogo e dal Fronte della Gioventù Comunista (FGC).
 “Abbiamo voluto fare questa azione simbolica per denunciare lo stato di abbandono nel quale versa l’università e più in generale il sistema d’istruzione”- affermano le organizzazioni in una nota – “abbiamo scelto di farlo nella settimana contro la violenza sulle donne per ribadire l’importanza di una battaglia per noi fondamentale e per chiedere che il lucernario sia restituito agli studenti e diventi un consultorio per le studentesse. Tornare dentro l’università, poter fare tutti insieme in sicurezza un’assemblea nel nostro luogo di studio per noi è fondamentale e lancia il messaggio che gli studenti e le studentesse non restano a guardare mentre vengono privati del proprio diritto allo studio.”

“Sono anni che governi di ogni colore smantellano l’istruzione e la sanità pubblica e che cancellano i nostri diritti nei luoghi di studio e di lavoro. Con la pandemia questo processo non ha fatto altro che accelerare. Ci hanno lasciato senza luoghi di studio obbligandoci a una dad classista che poteva essere evitata con una gestione diversa della crisi. Serviva investire nei trasporti, nella sanità nella messa in sicurezza dei luoghi di studio e di lavoro e invece gli unici interessi tutelati sono stati quelli delle imprese.”

“Oggi è importante lottare affinchè la didattica a distanza sia una misura temporanea, affinchè si possa tornare a vivere le scuole e le università, affinchè ci sia un’altra gestione della crisi finalizzata alla tutela degli interessi degli studenti e dei lavoratori.”

“Oggi – concludono gli studenti – riprendendoci l’università abbiamo fatto un primo passo in questa lotta, ma non ci fermeremo qui.”

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