Campania, in fila per i primi 400 vaccini Astrazeneca: “Potremo riabbracciare i nostri alunni”

20 Febbraio, 2021
Campania, in fila per i primi 400 vaccini Astrazeneca: “Potremo riabbracciare i nostri alunni”
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“Appena un capogiro, ma non è la reazione al vaccino, è l’emozione” afferma una dei 400 tra insegnanti e personale scolastico, vaccinati ieri alla Mostra d’Oltremare, nel pomeriggio. A Napoli la campagna vaccinale “Scuola sicura” ha preso il via con la somministrazione dei vaccini Astrazeneca.

“Un anno di distanziamento è stata una violenza”, afferma Laura Pinto, insegnante al liceo Vico intervistata da Repubblica. “Anche per questo, ma devo confessare anche per la mia vita privata, non ho avuto dubbi nell’aderire alla campagna di vaccinazioni per noi prof”.

“La campagna vaccinale procedere anche oggi e domani. Anzi, aumentiamo il numero di convocati, arriviamo a 500. Se solo avessimo più vaccini – afferma il direttore generale dell’Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva – potremmo incrementare ancora quei numeri. Potremmo farne almeno mille al giorno. L’organizzazione che abbiamo messo in piedi può sostenere numeri maggiori. Potremmo arrivare rapidamente a coprire i 35 mila lavoratori della scuola napoletana. Quella di oggi è comunque una giornata importante: è entrata nella campagna vaccinale la terza categoria, dopo i sanitari e gli over 80. Stamattina abbiamo vaccinato 600 anziani, nel pomeriggio 400 tra insegnanti e personale scolastico. E sono soddisfatto della loro presenza massiccia. Non si sono sottratti. Il successo della campagna vaccinale – aggiunge Verdoliva, che trascorre il pomeriggio alla Mostra d’Oltremare soprintendendo all’organizzazione e spiegando ai docenti ogni dettaglio – si basa sul principio delle tre Q: quali vaccini, quanti vaccini, quando arrivano i vaccini. In questo momento abbiamo una quantità importante di Astrazeneca, assolutamente in linea con il personale scolastico che sta aderendo volontariamente alla somministrazione. Piuttosto siamo in difficoltà con Pfizer: diverse migliaia di dosi arriveranno nelle prossime settimane e quindi proseguiremo secondo le disponibilità di vaccini. Per poi passare alle categorie successive”.

“Certo l’impressione che abbiano riservato a noi docenti un vaccino di serie B non è piacevole – aggiunge la prof Nicoletta Marino – ma il bisogno di tornare alla normalità scolastica, potendo toccare un libro o scambiarsi una penna, è tale da farci passare sopra ogni riserva”. La professoressa Marina Castaldi, del liceo Mazzini, è in fila da qualche minuto quando confessa: “Sono davvero molto emozionata. Impaurita? Giusto un po’”. E Lorenza Cuomo, che insegna Italiano all’istituto comprensivo Marconi, si dice “fiduciosa, per quanto anche spaventata. Mi sento partecipe di un evento epocale, che racconteremo ai nostri figli, e già possiamo raccontarlo con entusiasmo ai nostri genitori e ai nostri alunni”.

“E poi dobbiamo dare il buon esempio ai giovani” aggiunge Francesca Nocerino, che lavora in amministrazione all’istituto Don Milani di San Giorgio a Cremano “e se è vero che su questo vaccino ci sono ben poche certezze, è anche vero che i vaccini sono l’arma migliore per fermare il virus”. È insegnante di sostegno all’istituto tecnico Righi, invece, Annalisa Latela, che dopo aver sottolineato “l’ottima organizzazione alla Mostra” aggiunge: “Il vaccino, per quanti dubbi possano esserci, va fatto per senso civico, per dimostrazione di responsabilità, per proteggere i nostri cari, per lavorare più tranquilli”.

“Rientrare in zona arancione è una brutta mazzata – commenta Viviana Allegra, addetta di segreteria – ma dovevamo aspettarcelo dopo quello che abbiamo visto nelle strade nei giorni scorsi. A scuola, invece, le regole vengono rispettate”. “Nella mia scuola media a Mugnano abbiamo avuto un solo caso – racconta il prof di Matematica Enzo De Simone – e la situazione è sotto controllo. Ma io sono diabetico, una patologia rischiosa in caso di Covid, dunque sono particolarmente contento di essere qui oggi. E spero che la campagna per il personale della scuola scongiuri altre chiusure: la Dad ha funzionato per tenere i contatti con gli studenti, ma tornati in presenza abbiamo verificato più di un problema nell’assimilazione dei concetti”.

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