L’Erasmus cambia volto ora è anche Placement

gennaio 27th, 2009

valigiapronta.gifSei mesi all’estero e la possibilità di ripetere l’esperienza migliorando le proprie competenze pratiche. Dopo l’Erasmus arriva l’Erasmus Placement, il nuovo tirocinio pensato per chi vuole approfondire e rafforzare la propria conoscenza fuori dall’Italia.

Il programma, partito lo scorso anno con appositi bandi per il placement, prevede un periodo di stage che va dai tre ai dodici mesi. A partecipare all’iniziativa ed ad accogliere gli studenti circa 31 Paesi, pronti ad aprire le porte ai nuovi tirocinanti.

A differenza dell’Erasmus il programma prevede un contributo comunitario di 600 euro al mese e la possibilità di poter ricevere anche integrazioni dirette dalle stesse università o dalle aziende che accolgono i giovani. Così le realtà ospitanti non sono solo grandi aziende, ma anche piccole e medie realtà, quali gallerie d’arte, musei, piccole imprese e studi professionali. Non mancano, poi, istituzioni del mondo della cultura, laboratori scientifici e agenzie di traduzione. Attraverso la borsa di studio gli uffici placement delle università attivano tirocini con realtà spesso fuori dal circuito degli stage. Di solito ad ambire ai posti disponibili, che sono circa un migliaio, ci sono ragazzi che hanno già fatto un’esperienza all’estero e che vogliono ripeterla, migliorando le proprie conoscenze ed inserendosi nel mercato del lavoro.

Uno degli indubbi vantaggi dell’Erasmus “con stage” è il riconoscimento dei crediti da parte del proprio ateneo e la certezza che, una volta in Italia, si diventa maggiormente competitivi sul mercato. Il proprio curriculum viene arricchito di una tappa fondamentale e particolarmente richiesta dalle aziende: la conoscenza delle lingue straniere e l’esperienza fuori dallo Stivale.

Requisiti fondamentali:
iscrizione ad anni successivo al primo (nel caso delle lauree triennali) o a corsi di laurea a ciclo unico o dottorati di ricerca.

La durata:
il periodo va dai tre ai dodici mesi

I vantaggi:
può essere svolto anche da ragazzi che hanno già partecipato all’Erasmus; è previsto un contributo comunitario di 600€ mensili; in alcuni casi, si affiancano integrazioni della realtà ospitante; l’esperienza di tirocinio è riconosciuta nel curriculum universitario; può essere svolta sia in grandi aziende sia in piccole o medie realtà (gallerie d’arte, musei, studi professionali, laboratori scientifici).

A chi rivolgersi: Gli uffici placement delle università si occupano di instaurare rapporti con le diverse realtà ospitanti. Ogni università pubblica i bandi secondo modalità e tempi del proprio ateneo.

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